Politiche attive del lavoro: le linee di indirizzo 2018-2020 e livelli essenziali delle prestazioni Politiche attive

Con il Decreto n. 4 dell’11 gennaio 2018, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali definisce le linee di indirizzo triennali 2018-2020 in materia di politiche attive finalizzate ad implementare la riforma dei servizi per il lavoro ai sensi del Dlgs n.150/2015.

Definisce inoltre gli obiettivi per il 2018 e i livelli essenziali delle prestazioni da erogare su tutto il territorio nazionale.

Al fine di ridurre la durata media della disoccupazione, in particolare quella di lunga durata e quella femminile, e migliorare i tempi e la qualità delle politiche erogate, gli obiettivi prioritari sono quelli di:

  • implementare il sistema informativo unitario delle politiche del lavoro attraverso la gestione unitaria della scheda anagrafica e professionale, delle comunicazioni obbligatorie, del fascicolo elettronico del lavoratore e del sistema informativo della formazione professionale
  • potenziare i servizi per l’impiego e gli strumenti per l’erogazione dei servizi alle persone con procedure semplificate e il rispetto dei tempi di convocazione
  • coordinare i programmi nazionali e regionali attraverso intese preventive
  • incrementare gli sportelli informativi e i servizi per le micro, piccole e medie imprese e lavoratori autonomi
  • facilitare il raccordo e le transizioni tra il sistema di istruzione e formazione e il mondo del lavoro
  • riqualificare e orientare i lavoratori coinvolti nella trasformazione dei processi produttivi.

Tra gli obiettivi per il 2018 il decreto prevede l’erogazione dell’assegno di ricollocazione a tutti i destinatari aventi diritto, l’attuazione dei meccanismi di condizionalità, la definizione di costi standard e standard di servizio condivisi sul territorio nazionale, l’avvio di una strategia per contrastare la disoccupazione di lunga durata con la definizione di un accordo di inserimento lavorativo tra il tredicesimo e il diciottesimo mese che preveda un servizio individuale per il lavoro.

I livelli essenziali delle prestazioni, specificati nell’allegato B del decreto, da erogare su tutto il territorio nazionale, riguardano le prestazioni rivolte alla persona in cerca di lavoro e le prestazioni rivolte alle imprese.

Per ciascuna prestazione vengono definiti i riferimenti normativi, le attività e relativa descrizione, gli output/outcome e il codice SAP.

Per le imprese – intese secondo la nozione europea che comprende anche l’attività dei professionisti – sono previsti servizi di supporto per verificare la regolarità della propria posizione in termini giuslavoristici, l’incontro domanda offerta anche in relazione al lavoro autonomo, l’erogazione di informazioni sulle agevolazioni, forme contrattuali specifiche, accesso a commesse ed appalti pubblici, opportunità di credito.

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Il Quadro Nazionale delle Qualificazioni Sistema Nazionale di Certificazione delle Competenze

Con il Decreto MLPS-MIUR 8 gennaio 2018 viene istituito il Quadro Nazionale delle Qualificazioni – QNQ.

Strumento per la descrizione e la classificazione delle qualificazioni rilasciate nell’ambito del Sistema Nazionale di Certificazione delle Competenze, è il dispositivo che consente di raccordare il sistema italiano delle qualificazioni con i sistemi degli altri paesi europei, attraverso la referenziazione delle qualificazioni al Quadro Europeo delle Qualifiche – EQF.

Con anche l’obiettivo di coordinare e di rafforzare l’offerta pubblica di apprendimento permanente e i servizi di individuazione, validazione e certificazione delle competenze ai sensi del D.Lgs. 13/2013 migliorando l’accessibilità delle qualificazioni, facilitando la loro spendibilità e valorizzando le esperienze individuali delle persone.

In linea con il Quadro Europeo prevede tre dimensioni descrittive delle competenze in termini di conoscenze, abilità, autonomia e responsabilità, la loro articolazione in descrittori e otto livelli, corrispondenti ai livelli EQF, relativi alla complessità degli apprendimenti.

La referenziazione al QNQ – intesa come processo istituzionale e tecnico di associazione delle qualificazioni rilasciate nell’ambito del Sistema Nazionale di Certificazione a uno degli otto livelli – è obbligatoria per tutte le qualificazioni ai fini della validazione e certificazione delle competenze.

La referenziazione delle qualificazioni italiane al QNQ garantisce la referenziazione delle stesse al Quadro Europeo delle Qualifiche.

Le qualificazioni referenziate al QNQ sono inserite nell’Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni nella Sezione “Repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali”.

Il processo di referenziazione al QNQ è gestito dal Punto nazionale di coordinamento dell’EQF presso l’ANPAL che si avvale dell’INAPP per la valutazione indipendente delle proposte di referenziazione.

Effettuato sulla base di criteri minimi generali di inclusione e criteri minimi per la determinazione del posizionamento negli specifici livelli, si articola in quattro fasi:

  • avvio: l’ente pubblico titolare presenta istanza, completa degli elementi descrittivi e connotativi della qualificazione, al Punto Nazionale di Coordinamento dell’EQF
  • fase istruttoria: il Punto Nazionale istruisce le istanze di referenziazione della qualificazione al QNQ
  • fase di valutazione indipendente: l’INAPP formula una valutazione indipendente dell’istanza e redige un parere obbligatorio non vincolante
  • fase di approvazione e pubblicazione: il Punto Nazionale delibera la referenziazione al QNQ e il conseguente inserimento nel Repertorio Nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali.

Allo stesso tempo il Punto Nazionale coordina le procedure di aggiornamento del Repertorio Nazionale e l’ANPAL informa semestralmente il Ministero del Lavoro sull’andamento dei processi di referenziazione delle qualificazioni al QNQ.

 

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ASSOCIAZIONE SAN PATRIGNANO SCUOLA E FORMAZIONE Rete Confederazione Servizi Formativi

Ente accreditato dalla Regione Emilia Romagna per la formazione e per i servizi al lavoro, l’Associazione San Patrignano Scuola e Formazione si occupa della formazione professionale dei giovani della Comunità di San Patrignano fondata alla fine degli anni 70, su iniziativa di un gruppo di persone guidate da Vincenzo Muccioli, per il recupero e il reinserimento sociale e lavorativo dei tossicodipendenti. L’Ente è inoltre accreditato dal Miur per la formazione dei docenti.

A distanza di molti anni e nonostante tutti i cambiamenti epidemiologici e socio-culturali che ci sono stati nel fenomeno delle dipendenze, l’interesse per il prossimo e il desiderio di aiutare un giovane in difficoltà come si farebbe con un figlio, rimangono sempre gli elementi prioritari e irrinunciabili dell’attività educativa che viene svolta nella Comunità.

Uno dei principi fondanti è quello di insegnare un mestiere ai ragazzi e il percorso di recupero definitivo dalla tossicodipendenza coincide con la necessità di un efficace reinserimento nel mondo del lavoro che consenta autonomia economica, riconoscibilità sociale, autostima recuperata e realizzazione di sé.

Propedeutica e decisiva per l’inserimento lavorativo, la formazione professionale svolge in questo un ruolo fondamentale perché strumento fra i più importanti per imparare un lavoro e per imparare ad interagire, a responsabilizzarsi, a costruire le basi della propria autonomia e del proprio progetto di vita.

Con la formazione i giovani acquisiscono competenze specifiche e qualifiche professionali riconosciute a livello regionale e nazionale.

Al fine del reinserimento lavorativo, è molto efficace l’unione della formazione con l’esperienza imprenditoriale di natura cooperativa e sociale di San Patrignano in profili professionali particolarmente richiesti dal mercato del lavoro.

Contestualmente per facilitare il reinserimento lavorativo al di fuori della Comunità, vengono rafforzati i legami con le imprese e le istituzioni del territorio al fine di creare una rete stabile di contatti e ampliare così le opportunità di occupazione.

Sono allo stesso tempo attive collaborazioni in rete con le associazioni di volontariato su gran parte del territorio nazionale, per facilitare il reinserimento lavorativo a coloro che desiderano rientrare nelle città di origine.

ATTIVITA’ DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Oltre alla formazione autofinanziata che normalmente si svolge in tutti i laboratori della Comunità, nel 2017 si sono svolti i corsi relativi al progetto “Comunità L.A.B. Lavoro e Accoglienza in Bottega” finanziato dalla Regione Emilia-Romagna sul Fondo Sociale Europeo.

Il progetto, dopo lo svolgimento del modulo di orientamento rivolto alla generalità degli alunni, ha visto la realizzazione di diversi percorsi formativi per il conseguimento della qualifica professionale di: Operatore degli impianti termoidraulici; Operatore delle lavorazioni lattiero casearie; Operatore della lavorazione carni; Operatore della produzione di pasticceria; Operatore della distribuzione pasti e bevande; Operatore di vinificazione

Con il medesimo contributo sono stati realizzati anche progetti di formazione continua per Addetto alle vendite: marketing e promozione, Pizzaioli, Progettisti grafici con competenze web, Grafici della carta da parati oltre alla attivazione di 34 tirocini formativi per 6 profili di qualifica.

Grazie al contributo di alcune fondazioni private è stato possibile realizzare anche il corso per Operatore socio sanitario e il corso per Acconciatore assieme a 50 progetti di tirocinio per altri 10 profili di qualifica

 ATTIVITA’ DI STUDIO

Preparazione individuale di privatisti per esami di idoneità e di stato

All’interno della Comunità assieme alle attività formative vengono organizzate nel Centro Studi attività didattiche per gli ospiti che intendono proseguire gli studi interrotti a causa della loro pregressa condizione di tossicodipendenza.

Il recupero degli anni scolastici, totalmente a carico della Comunità, avviene preparando gli studenti da privatisti agli esami di idoneità e di stato.

Scuole superiori

I ragazzi hanno la possibilità di ottenere un diploma di Media Superiore attraverso convenzioni stipulate con alcuni Istituti Professionali locali che utilizzano il Centro Studi San Patrignano come loro sede distaccata quali l’Istituto professionale alberghiero e l’Istituto professionale per grafico e operatore sociale. I ragazzi frequentanti il Centro Studi hanno l’opportunità di effettuare periodi di stage e tirocinio all’interno dei settori specializzati di San Patrignano, dalla pizzeria e ristorante al settore delle grafiche fino ai laboratori di odontotecnica del Centro Medico di San Patrignano per i privatisti che intendono conseguire gli esami presso l’Istituto Professionale per odontotecnici.

Diploma terza media

Ogni anno la Comunità organizza un corso per l’ottenimento del diploma di terza media mediante una convenzione con alcune scuole statali locali. Ad alcuni studenti viene inoltre data la possibilità di frequentare un corso di perfezionamento della lingua italiana; si tratta in particolare di ragazzi extracomunitari che necessitano di migliorare la loro capacità di espressione e comprensione della lingua italiana.

Frequenza universitaria

Agli ospiti della Comunità viene data la possibilità di proseguire gli studi anche a livello universitario. Oltre ad avere garantito sino ad oggi la frequenza universitaria a numerosi ragazzi, dal 2012 è stata stipulata una convenzione con l’Università a distanza UNINETTUNO istituendo allo scopo un adeguato e attrezzato polo tecnologico presso il Centro Studi. In questo modo i giovani possono seguire i corsi universitari senza allontanarsi dalla Comunità e proseguire il loro percorso riabilitativo.

Supporto psico-pedagogico

Gli operatori del Centro Studi e dei laboratori di Formazione Professionale offrono a tutti gli studenti un supporto sia metodologico che psico-pedagogico, contribuendo al loro successo formativo complementare e coerente con il percorso riabilitativo seguito nella Comunità.

 

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D.LGS 13 aprile 2017 n. 61 Istruzione professionale

Il Dlgs 61/2017 è uno degli otto decreti attuativi della riforma scolastica, la cosiddetta Buona Scuola.

Il provvedimento disciplina la revisione dei percorsi di istruzione professionale in raccordo con i percorsi IeFP di istruzione e formazione professionale.

L’obiettivo è quello di dare una precisa identità agli istituti professionali, innovare la loro offerta formativa, potenziare le attività didattiche laboratoriali, rispondere alle esigenze delle filiere produttive del territorio.

Definiti come scuole territoriali dell’innovazione, gli istituti professionali sono concepiti come laboratori di ricerca, sperimentazione ed innovazione didattica improntata al principio della personalizzazione educativa.

I percorsi hanno una durata quinquennale – biennio e triennio – e sono finalizzati al conseguimento di diplomi di istruzione secondaria di secondo grado, relativi agli indirizzi di studio che danno accesso agli istituti tecnici superiori, all’università, alle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica.

Gli indirizzi di studio passano da 6 a 11, sono riferiti ad ampie aree di attività economiche e possono essere declinati in percorsi formativi richiesti dal territorio coerentemente alle priorità indicate dalle Regioni nella propria programmazione

I profili di uscita e i relativi risultati di apprendimento, definiti con decreto del MIUR, vengono esplicitati in termini di competenze, abilità e conoscenze

In via sussidiaria, gli istituti professionali, previo accreditamento regionale e modalità da definirsi con accordi in sede di Conferenza Permanente possono attivare percorsi di istruzione e formazione professionale per il rilascio della qualifica triennale e del diploma professionale quadriennale nel rispetto degli standard formativi definiti da ciascuna regione.

A livello regionale vengono definite le modalità realizzative dei percorsi tramite appositi accordi tra la Regione e l’Ufficio Scolastico Regionale mentre con decreto del MIUR vengono definiti i criteri generali per favorire il raccordo tra l’Istruzione professionale e l’IeFP.

Tutti i titoli rilasciati in esito ai percorsi- diploma di istruzione professionale, diplomi professionali e qualifiche- sono correlati nel Repertorio Nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali ai sensi del D.Lgs 13/2013.

Sono previsti i passaggi tra i sistemi di istruzione professionale e l’IeFP .

Effettuati esclusivamente a domanda degli studenti, prevedono la certificazione delle competenze acquisite, il riconoscimento dei crediti posseduti, attività di inserimento e di accompagnamento. .

I percorsi di istruzione professionale, articolati in un biennio e in un triennio, sono caratterizzati dalla:

  • personalizzazione degli apprendimenti e dal Progetto formativo individuale
  • aggregazione, nel biennio, delle discipline all’interno degli assi culturali e nel triennio, delle discipline di istruzione generale
  • progettazione interdisciplinare
  • utilizzo prevalente di metodologie didattiche di tipo induttivo, attraverso esperienze laboratoriali e in contesti operativi
  • possibilità di attivare percorsi di alternanza scuola-lavoro e percorsi di apprendistato ai sensi del decreto legislativo n. 81/15
  • organizzazione per unità di apprendimento necessario riferimento per il riconoscimento dei crediti posseduti dagli studenti, soprattutto nei passaggi ad altri percorsi di istruzione e formazione
  • certificazione delle competenze effettuata, nel corso del biennio, con riferimento alle unità di apprendimento, secondo un modello adottato con decreto del MIUR e per il triennio, nonché per le qualifiche triennali e i diplomi quadriennali, nel rispetto delle disposizioni del Dlgs 13/2013.

 

Con il Decreto 61/2017 viene inoltre istituita la «Rete nazionale delle scuole professionali» di cui fanno parte le istituzioni scolastiche statali o paritarie che offrono percorsi di istruzione professionale e le istituzioni formative accreditate.

La Rete si raccorda con la Rete nazionale dei servizi per le politiche del lavoro ai sensi del decreto legislativo n. 150/2015.

I percorsi di istruzione professionale, ridefiniti ai sensi del nuovo decreto, saranno avviati a partire dalle classi prime funzionanti nell’anno scolastico 2018/2019.

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Formazione 4.0 Piano Nazionale Industria 4.0

La nuova Legge di Bilancio 2018 introduce il credito di imposta per le spese di formazione 4.0. autorizzando per l’anno 2019 una spesa di 250 milioni di euro.

Il credito interessa tutte le imprese indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalle dimensioni, dal regime contabile adottato e dalle modalità di determinazione del reddito ai fini fiscali.

Sono ammissibili al credito di imposta solo le attività di formazione svolte per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie previste dal Piano Nazionale Industria 4.0:

  • big data e analisi dei dati
  • cloud e fog computing
  • cyber security
  • sistemi cyber-fisici
  • prototipazione rapida
  • sistemi di visualizzazione e realtà aumentata
  • robotica avanzata e collaborativa
  • interfaccia uomo macchina
  • manifattura additiva
  • internet delle cose e delle macchine
  • integrazione digitale dei processi aziendali

Le attività di formazione inoltre devono essere pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali e riguardare i seguenti ambiti:

a) Vendita e marketing

b) Informatica

c) Tecniche e tecnologie di produzione

Per ciascun ambito la legge elenca i settori nei quali è possibile svolgere la formazione.

Sono escluse dal beneficio le attività di formazione ordinaria o periodica organizzata dall’impresa per conformarsi alle norme in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro e di protezione dell’ambiente o altre norme obbligatorie in materia di formazione.

Il credito riguarda le spese di formazione del personale dipendente e viene riconosciuto per un importo massimo annuo pari a 300.000 euro.

Entro tale limite la misura del beneficio è pari al 40 per cento del costo aziendale dei lavoratori dipendenti per il periodo in cui essi siano occupati in attività formative.

L’incentivo si applica esclusivamente alle spese sostenute nel 2018 e potrà essere compensato a partire dal 2019.

Dovrà inoltre essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese agevolabili, non concorre alla formazione del reddito e della base imponibile IRAP e si applica nel rispetto delle norme europee sulla compatibilità degli aiuti con il mercato interno.

Per usufruire del credito di imposta le imprese dovranno certificare i costi delle spese di formazione.

La certificazione deve essere effettuata dal soggetto incaricato della revisione legale o da un professionista iscritto nel registro dei revisori legali e dovrà essere allegata al bilancio.

Le imprese non soggette a revisione e prive di collegio sindacale dovranno comunque avvalersi delle prestazioni di un revisore legale o di una società di revisione e le spese sostenute saranno ammissibili al credito di imposta entro il limite massimo di 5.000 euro.

Le disposizioni applicative – documentazione richiesta, controlli, cause di decadenza dal beneficio – saranno stabilite con un apposito decreto ministeriale che dovrà essere adottato entro 90 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio avvenuta il 1 gennaio 2018.

 

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Le politiche per la formazione e il cofinanziamento del Programma Erasmus+ per l’IeFP Politiche formative

La nuova Legge di Bilancio prevede l’incremento a partire dal 2018 di due milioni di euro delle risorse finanziarie del Fondo sociale per occupazione e formazione al fine di garantire la copertura delle attività connesse alle politiche di formazione e il cofinanziamento del Programma Erasmus + nell’ambito VET-Vocational Entreprise Training.

L’intervento è finalizzato alla promozione ed al coordinamento delle politiche formative attraverso:

  • azioni rivolte all’integrazione dei sistemi della formazione, della scuola e del lavoro
  • coordinamento in materia di aiuti di stato alla formazione
  • riconoscimento delle qualifiche professionali
  • riparto dei fondi destinati alle politiche di formazione
  • politiche in materia di Istruzione e Formazione Professionale e della Formazione Tecnica Superiore (IFTS-ITS)
  • definizione dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di riconoscimento e certificazione delle competenze e di alternanza scuola-lavoro.

Intende inoltre assicurare il cofinanziamento del Programma Erasmus+ per l’ambito dell’Istruzione e Formazione Professionale ai sensi del Regolamento (UE)1288/2013.

A seguito dell’entrata in vigore del Regolamento di organizzazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali – D.P.R. n. 57/2017 – il cofinanziamento viene ora gestito dalla Direzione generale degli ammortizzatori sociali e della formazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Il Programma è volto a sostenere lo sviluppo professionale di quanti lavorano nel settore dell’Istruzione e della Formazione Professionale attraverso periodi di formazione all’estero. Tali periodi possono consistere in tirocini, attività di job shadowing o periodi di osservazione presso istituti di IeFP o altre organizzazioni quali imprese, enti pubblici, partner sociali, istituti di ricerca e organizzazioni non governative.

Tra gli obiettivi il miglioramento delle competenze professionali, il rafforzamento dell’insegnamento e dell’apprendimento, la promozione della mobilità, la modernizzazione delle istituzioni educative e formative.

In particolare le azioni previste riguardano:

– la mobilità per l’apprendimento individuale di studenti, tirocinanti, apprendisti, neodiplomati e neo qualificati oppure di insegnanti, formatori, esperti tramite esperienze di apprendimento professionale in un altro paese

– progetti di cooperazione per l’innovazione e lo scambio di buone pratiche mirati a sviluppare allo scambio di esperienze e di know-how nei settori dell’istruzione e della formazione.

Il sostegno finanziario è destinato o a coprire i costi di viaggio vitto e alloggio durante il soggiorno all’estero e supportare l’organizzazione degli istituti partecipanti.

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Gli sgravi contributivi per l’occupazione dei giovani nella legge di Bilancio 2018 Incentivi all’occupazione giovanile

Al fine di promuovere l’occupazione giovanile stabile, la nuova legge di Bilancio prevede una riduzione dei contributi per i datori di lavoro privati che assumono giovani con contratto di lavoro subordinato a tutele crescenti.

I giovani assunti, con una età fino a 35 anni per il 2018 e fino a 30 anni dal 2019, non devono avere avuto precedenti rapporti di lavoro a tempo indeterminato.

Lo sgravio contributivo previsto è pari al 50 per cento dei contributi previdenziali ad esclusione di contributi e premi Inail.

La misura massima della riduzione è pari a 3.000 euro su base annua e viene applicata su base mensile per un periodo massimo di trentasei mesi.

Possono usufruire dello sgravio i datori di lavoro del settore privato che nei sei mesi precedenti l’assunzione non abbiano effettuato licenziamenti individuali o collettivi nella unità produttiva di riferimento.

Lo sgravio contributivo viene inoltre riconosciuto nella misura pari al 100 per cento dei contributi obbligatori per il primo anno e al 50 per cento per il secondo e terzo anno a tutti i datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato giovani che nella loro azienda hanno già svolto un percorso di alternanza scuola lavoro o di apprendistato, fermo restando i requisiti anagrafici e il limite massimo di importo pari a 3.000 euro su base annua.

I giovani dovranno essere assunti entro sei mesi dalla acquisizione del diploma o della laurea e avere svolto presso il medesimo datore di lavoro una attività di alternanza scuola lavoro o periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnica superiore o periodi di apprendistato in alta formazione.

Le attività di alternanza svolte dai giovani presso lo stesso datore di lavoro devono essere pari almeno al 30% delle ore previste nei/negli:

  • Istituti tecnici e professionali e licei (art. 1, comma 33 L.107/2015)
  • Percorsi di istruzione e formazione professionale (capo III del Dlgs 226/2005)
  • Istituti Tecnici Superiori (capo II decreto del 25 gennaio 2008)
  • Percorsi universitari (rispettivi ordinamenti).

La nuova legge di bilancio inoltre ha confermato la proroga del bonus sud per le imprese situate nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna e ha previsto uno sgravio contributivo pari al 100 per cento per un importo non superiore a 8.060 euro e per un periodo massimo di 12 mesi.

Lo sgravio verrà riconosciuto in relazione alla assunzione di giovani disoccupati di età compresa tra i 15 e i 24 anni e di lavoratori over 24 senza lavoro da almeno sei mesi, per le seguenti tipologie di assunzione: contratto a tempo indeterminato, apprendistato professionalizzante e di mestiere, trasformazione a tempo indeterminato di contratti a tempo determinato.

 

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Le misure per la promozione della formazione professionale nella nuova Legge di Bilancio 2018 Formazione professionale

In materia di lavoro e occupazione la nuova Legge di Bilancio 2018 introduce misure per la promozione della formazione professionale prevedendo per le imprese un credito di imposta per le spese di formazione e finanziamenti nel settore della formazione e dell’apprendistato.

Il credito di imposta introdotto per il 2018 riguarda le spese di formazione del personale dipendente e viene riconosciuto a favore di ogni tipo e forma di impresa per un importo massimo annuo pari a 300.000 per ciascuna impresa per le attività di formazione pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali. Entro tale limite la misura del beneficio è pari al 40 per cento del costo aziendale dei lavoratori dipendenti per il periodo in cui essi siano occupati in attività formative. Per l’attuazione di tali disposizioni viene autorizzata per l’anno 2019 la spesa di 250 milioni di euro.

Sono ammissibili al credito di imposta solo le attività di formazione “svolte per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie previste dal Piano nazionale Industria 4.0 quali big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, sistemi cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo macchina, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali applicate negli ambiti elencati nell’allegato A” (Art. 1 comma 48 L. 205/2017).

Sono escluse dal beneficio le attività di formazione ordinaria o periodica organizzata dall’impresa per conformarsi alle norme in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro e di protezione dell’ambiente o altre norme obbligatorie in materia di formazione.

I finanziamenti previsti per la formazione a carico del Fondo sociale per occupazione e formazione sono in particolare:

  • 189.109.570,46 euro per l’assolvimento del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione nei percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP)
  • 75 milioni- incrementati a 125 milioni per il solo anno 2018 per il finanziamento dei percorsi formativi relativi ai contratti di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, ai percorsi di alternanza scuola lavoro introdotti dalla legge n. 107/2015 negli ultimi tre anni di scuola secondaria di secondo grado
  • 15 milioni per le attività di formazione relative ai contratti di apprendistato professionalizzante
  • 5 milioni per l’estensione degli incentivi previsti fino al 31 dicembre 2017 per le assunzioni con contratto di apprendistato per la qualifica, il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore. Si tratta di incentivi introdotti a titolo sperimentale dal decreto 150/2015 che prevedono la disapplicazione del contributo di licenziamento, la riduzione dal 10% al 5% della specifica aliquota contributiva, lo sgravio totale dei contributi a carico del datore di lavoro
  • 5 milioni per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali degli allievi iscritti ai corsi delle istituzioni formative e degli istituti scolastici paritari accreditati dalle Regioni per l’IeFP.

Viene inoltre incrementato il Fondo sociale per occupazione e formazione di due milioni di euro a decorrere dal 2018 per la promozione e il coordinamento delle politiche di formazione e delle azioni rivolte all’integrazione dei sistemi della formazione, della scuola e del lavoro e per il cofinanziamento del Programma Erasmus + per l’IeFP ai sensi del Regolamento UE n. 1288/2013.

 

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L’accreditamento per i servizi al lavoro nella Regione Toscana Politiche attive del lavoro

La Regione Toscana promuove la cooperazione tra operatori pubblici e privati e favorisce il raccordo del sistema regionale per l’impiego tramite convenzioni e misure finanziarie con soggetti pubblici e privati accreditati.

I servizi al lavoro vengono infatti affidati a soggetti accreditati dalla Regione e dalle province mediante la sottoscrizione di una convenzione secondo criteri di economicità, di cooperazione, di integrazione e di qualità.

I soggetti che ottengono l’affidamento di servizi al lavoro devono essere iscritti, nel momento della sottoscrizione della convenzione, all’elenco dei soggetti accreditati.

Si tratta di un modello di accreditamento confermativo che comporta l’accreditamento successivo alla scelta del soggetto cui si prevede di affidare il servizio.

L’accreditamento è necessario per lo svolgimento dei seguenti servizi al lavoro:

a) orientamento

b) servizi per l’incontro fra domanda e offerta di lavoro

c) monitoraggio dei flussi del mercato del lavoro

d) sostegno alla mobilità geografica dei lavoratori

e) ogni altro servizio connesso e strumentale alle funzioni dei servizi pubblici per l’impiego, diverso da quelli sottoposti alle procedure di autorizzazione e da quelli riservati dalla legge in via esclusiva ai soggetti pubblici.

I requisiti per l’iscrizione all’elenco regionale dei soggetti pubblici e privati accreditati ai servizi al lavoro sono stabiliti dalla normativa regionale.

I soggetti accreditati per le attività di orientamento nella formazione professionale sono iscritti d’ufficio all’elenco dei soggetti accreditati per i servizi al lavoro di orientamento.

Le domande di accreditamento devono essere presentate alla Regione Toscana e alle Province toscane attraverso la procedura on-line “Autorizzazioni e Accreditamenti”.

Entro 60 giorni dalla data dell’accreditamento il soggetto deve provvedere alla interconnessione con la borsa continua nazionale del lavoro attraverso il nodo regionale, nei tempi e con le modalità stabilite dalla Giunta Regionale.

L’accreditamento dura due anni ed è rinnovabile.

I soggetti accreditati devono essere in possesso di locali ed attrezzature d’ufficio, informatiche e collegamenti telematici idonei allo svolgimento delle attività, distinti da quelli di altri soggetti e conformi alla normativa in materia di sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro.

I locali devono inoltre essere aperti al pubblico in orario d’ufficio e accessibili ai disabili ai sensi della normativa vigente.

La Regione Toscana non specifica le figure professionali richieste.

La disciplina menziona solamente il possesso di adeguate competenze professionali che possono derivare, alternativamente, da un’esperienza professionale di durata non inferiore a due anni acquisita nell’ambito dei servizi al lavoro, della formazione professionale, dell’orientamento, della mediazione tra domanda ed offerta di lavoro o nel campo delle relazioni sindacali.

L’esperienza professionale comprende anche la partecipazione a percorsi formativi promossi da associazioni rappresentative in materia di servizi al lavoro.

Al fine del monitoraggio statistico e della valutazione delle politiche del lavoro, la disciplina regionale, prevede l’invio da parte degli operatori pubblici e privati accreditati di ogni informazione richiesta relativa al funzionamento del mercato del lavoro.

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Il sistema di accreditamento dei servizi al lavoro della Regione Autonoma Valle d’Aosta Politiche attive del lavoro

Il sistema di accreditamento dei servizi al lavoro della Regione Autonoma Valle d’Aosta si ispira alla promozione della cooperazione tra i servizi pubblici per l’impiego e gli operatori pubblici e privati, autorizzati e accreditati in raccordo con il sistema regionale di accreditamento degli organismi di formazione.

La disciplina qualifica l’accreditamento quale “titolo di legittimazione per operare come soggetto all’interno del sistema regionale dei servizi per il lavoro e accedere ai finanziamenti regionali, garantendo ai lavoratori ed alle persone in cerca di occupazione gratuità di accesso ai servizi”.

Attraverso l’istituto dell’accreditamento, viene quindi riconosciuto ad un soggetto pubblico o privato l’idoneità ad erogare sul territorio regionale servizi per il lavoro nell’ambito delle politiche attive riconosciute dalla regione anche mediante l’utilizzo di risorse pubbliche.

I soggetti accreditati agiscono a supporto delle strutture pubbliche ed in particolare dei CPI e del Centro per il diritto al lavoro dei disabili e degli svantaggiati – sistema a doppio canale – mentre il ruolo di coordinamento e di regia resta in capo alle strutture regionali.

Con riferimento alla erogazione dei servizi legati all’attuazione delle politiche attive regionali l’accreditamento costituisce requisito preliminare ai fini dell’affidamento degli stessi da parte della regione (accreditamento candidatura).

Gli standard dei servizi regionali sono riconducibili alle seguenti aree di servizio:

Area A: Accoglienza e informazione di primo livello;

Area B: Primo orientamento e accesso ai servizi di politica attiva;

Area C: Preselezione e incrocio domanda/offerta;

Area D: Orientamento specialistico e misure di accompagnamento;

Area E: Azioni specialistiche su soggetti svantaggiati, tra cui i disabili.

All’atto della domanda in una logica integrata i soggetti richiedono l’accreditamento per i servizi previsti dalle aree A,B,C,D per sostenere le persone nell’inserimento o reinserimento al lavoro e rafforzare l’incontro domanda/offerta di lavoro.

Possono inoltre accreditarsi per l’erogazione di servizi specialistici riconducibili all’area E.

La normativa regionale prevede per l’accreditamento requisiti generali, giuridici, finanziari e strutturali oltre alla dotazione di specifiche figure professionali.

Presso ogni sede operativa deve infatti essere individuato un Responsabile organizzativo per il coordinamento delle sedi operative sul territorio regionale e un Operatore dei servizi per il lavoro con i requisiti idonei a garantire le funzioni per le quali il soggetto si accredita.

Il soggetto accreditato deve anche dotarsi entro e non oltre sei mesi dal rilascio dell’accreditamento di una Carta dei Servizi sui servizi che offre, sui diritti e doveri degli utenti e sulle procedure di reclamo e di controllo.

Viene istituito presso la struttura regionale competente l’Elenco regionale dei soggetti accreditati per lo svolgimento dei servizi per il lavoro.

Per il monitoraggio degli standard di servizi e delle misure di politica attiva del lavoro la Regione ha adottato un modello unitario che prevede la misurazione dell’efficacia e dell’efficienza dei servizi erogati stabilita da specifici atti di programmazione.

La valutazione dell’efficacia e dell’efficienza dei servizi svolti dai soggetti accreditati è uno dei criteri essenziali per il mantenimento dell’accreditamento e dell’iscrizione all’Elenco.

 

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